sabato 24 ottobre 2009

Apprendimento linguaggio: tuo figlio conosce molte più parole di quanto tu pensi

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Ti sei mai chiesto quante parole sa tuo figlio? Magari leggendo questa domanda starai contandole e penserai ad una dozzina di parole
Bene: sono molte di più

"...I want to return to the childhood..." for Johan Leiden **i

Non ci credi? allora fai così!

Prendi un foglio e appiccicalo da qualche parte, in cucina per esempio o tienilo comunque a portata di mano.
Insieme alla sua mamma o a qualche parente (non rompiscatole!) prova a mettere giù tutte le parole che lui associa ad un oggetto, anche se non sono giuste (maooo = Gatto, Pacqua = acqua). Subito ti accorgerai che mentre le scrivete, saltano fuori nuove parole.
Con il passare dei giorni e delle settimane, ogni volta che aggiunge una parola, segnala: vedrai che alla fine tuo figlio sorprenderà le tue capacità di memoria e risulterà molto più chiaccherone di quello che pensavi! :-D
E ricordati: per tutti noi comunicare è un gioco! anche tuo figlio fa così ... daltronde l'abbiamo fatto tutti! Buon divertimento a giocare con le parole

sabato 3 ottobre 2009

Tuo figlio è un terremoto? fai insieme a lui lavori utili come svuotare la lavastoviglie.

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A volte mio figlio diventa impaziente e fa mille cose come un Terremoto, di solito pericolose. Io ho trovato un rimedio che lo rende felice e aiuta tutti noi: Coinvolgerlo in lavori utili.

Quando mio figlio ha bisogno di attenzioni si mette a fare dei lavori ehm complessi e ardimentosi, imitando Tom Sawyer. Oggi per esempio - mentre ero impegnato a guardare dei documenti - ha di colpo aperto la lavastoviglie.

Era chiaro che si annoiava e voleva attirare l'attenzione.

Ho pensato di fare una pausa e svuotare con lui la lavastoviglie.

Gli dicevo che piatti prendere e di passarmeli e lui (approssimativamente) lo faceva, molto divertito.

Abbiamo sgombrato tutti i piatti: lui me li passava e io li mettevo a posto.

Per quanto riguarda i bicchieri, essendo in alto, io li prendevo e lui li metteva su delle mensole da me indicate.
Quando mio figlio diventa impaziente è perché ha troppe energie in gioco: trovo salutare Per la salute di tutta la famiglia impegnare le sue energie in lavori utili per la casa e per la comunità ...
e sfinirlo! Lui si diverte, scarica le energie e soprattutto impara mille cose sentendosi utile.
Consiglio 1: so che devo mettere in conto che alcuni piatti o bicchieri si romperanno. Se accadrà non perdere l'occasione per spiegargli che quando si lavora, le cose possono anche rompersi.
Consiglio 2:
fai attenzione alle posate e agli oggetti appuntiti. Quelli non deve proprio toccarli. Altri oggetti "mediamente pericolosi" valuta tu.
Consiglio 3: è ovvio che più è piccolo, più si distrarrà: è normale e non forzarlo.
La gran parte delle avventure riportate in questo libro sono accadute realmente. Un paio sono esperienze personali, le altre di quei ragazzi che erano a scuola con me. Huck Finn è preso dal vero, e così Tom Sawyer. Tom, però, non nasce da una persona sola: per lui ho messo insieme il carattere di tre ragazzi che conoscevo, il risultato è quindi un'architettura d'ordine composito. Le singolari superstizioni di cui parlo erano molto comuni tra i ragazzi e gli schiavi dell'Ovest ai tempi di questa storia, ossia trenta o quaranta anni fa. .... Hartford, 1876
(Mark Twain, Prefazione dell'Autore a "Le avventure di Tom Sayer")

venerdì 2 ottobre 2009

Le mani in pasta: fare il pane insieme a mio figlio

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Le mani in pasta
Le mani in pasta,
inserito originariamente da _Fuls_.
Fare il pane con mio figlio di un anno e mezzo è stata una esperienza molto divertente e di arricchimento sensoriale.

So che per noi adulti, tornare alle 7:00 di sera (quando va bene) e giocare con i propri figli è bello ma stancante. Ma fare il pane a me rilassa e sto trovando molto interessante coinvolgere mio figlio in quello che faccio. Tutto si rallenta e si incasina con un bambino di un anno e mezzo: ma il risultato arriva ed è molto divertente vedere gli scenari che si creano, con padelle dappertutto e palline di farina che scorazzano sul pavimento!

Fare il pane con un bambino di 1 anno e mezzo può essere un gioco molto interessante. Bisogna solamente ricordarsi che la sua attenzione non può essere continuativa e le cose che farà saranno grossolane. Ma il pane verrà bene ugualmente, anzi!

Oggi ho fatto così: ho preso le teglie e le ho tirate fuori dandogliele in mano e dicendogli dove metterle. In questo modo Davide è riuscito a fare delle operazioni semplici e si è sentito utile.

Finita l'operazione, almeno 4 teglie erano in giro per la casa.
Dopo avere impastato un po' di farina, su un panchettino ad altezza pavimento, ho provato a fargli impastare la farina con le mani e gliene ho lasciato un pezzettino, cosa che ha trovato molto divertente.

Davide, come è comprensibile, andava e veniva durante le fasi della panificazione: la sua attenzione non riesce a reggere una sessione intera di panificazione.

Era interessante chiamarlo ogni tanto per chiedergli di portarmi qualche teglia. Il fatto di essere richiesto lo faceva sentire coinvolto e utile.

E' anche interessante spiegargli che cosa è il pane, la farina, le patate ed è molto divertente fargli sentire il contatto degli ingredienti sulla pelle del viso.

La parte che lo ha appassionato di più è stato lo spianare l'impasto per le focacce. Dopo un iniziale momento di timidezza si è lanciato.

giovedì 1 ottobre 2009

Giocare insieme fa bene e rende felici

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Io sono padre di Davide, un bambino di un anno e mezzo. Quando porto mio figlio a giocare al parco, vedo molti bambini timorosi di avvicinarsi ad altri bambini e ai loro giocattoli.
E questo perchè?
Perchè i loro genitori li frenano dicendo loro: questa palla non è tua!
Io non sono d'accordo.


Questo triste modello di educazione che privilegia il rispetto degli oggetti a discapito della relazione va combattuto: i giochi sono fatti per essere giocati dai bambini e con i bambini.
Forse occorrerebbe riflettere su una frase di Gianni Rodari sui modelli ansiogeni di apprendimento per trovare soluzione a queste paranoie genitoriali.
La soluzione è semplice! Basta dire: è vero la palla è di mio figlio ma mio figlio è qui per trovare altri bambini con cui giocare. Giocare da soli non è divertente!

Vale la pena che un bambino impari piangendo quello che può imparare ridendo? Se si mettessero insieme le lagrime versate nei cinque continenti per colpa dell'ortografia, si otterrebbe una cascata da sfruttare per la produzione dell'energia elettrica. Ma io trovo che sarebbe un'energia troppo costosa.